Visualizzazione post con etichetta blog. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta blog. Mostra tutti i post

domenica 10 aprile 2016

Nuova stagione in arrivo

E’ finalmente primavera! Si alternano giornate di bel tempo, giornate più fredde ma comunque l’arrivo dell’estate è nell’aria. E non vedo l’ora! Già ora il sole tramonta alle otto e si sentono gli uccellini cantare, un tiepido calore entra dalla finestra. Le radio azzardano le prime possibili hit estive, anche se si sa che come ogni anno quella giusta si inizierà ad ascoltare a giugno. Il mio rapporto con l’estate è sempre stato travagliato, soprattutto da quando ho iniziato l’università: l’estate era semplicemente il momento in cui studiare di più per gli esami, data la sessione di giugno, di luglio e settembre. Quando alzavi la testa dai libri era già fine settembre, e nel giro di una settimana ricominciavano le lezioni.

 Poi è stato il momento dell’estate 2013, in cui il 23 giugno mi è stata fatta una proposta: “Ti va di andare a fare la stagione in un ristorante italiano a Mykonos? Devi essere lì tra una settimana.”. Era il mio migliore amico a chiedermelo, che all’epoca conoscevo poco ma in quel momento mi ha cambiato la vita. La possibilità di fare un viaggio verso un’isola bellissima, vivere lì e conoscere persone, una cultura nuova e affascinante, nuovi amici e imparare ad arrangiarmi da sola, sia nella quotidianità che economicamente. Quella infatti per me è stata la svolta, l’uscita dal nido familiare in tutti i sensi.

L’estate successiva ho fatto di nuovo la stagione, sì, ma a Padova. Ho lavorato per l’apertura estiva di un bar ed ero vincolata ad andarci tutte le sere: ero inchiodata in città. Di giorno studiavo, la sera lavoravo e la notte quando tornavo per scaricare l’adrenalina stavo ancora sui libri fino alle prime luci dell’alba. In più è stata quell’estate di brutto tempo, quell’estate che non c’è stata.

L’estate più calda degli ultimi di 50 anni ho deciso di passarla in spiaggia: ho fatto la cameriera/barista in uno stabilimento balneare a Tirrenia e oltre ai normali problemi che questo tipo di lavoro comporta, è stata  una stagione fantastica. Avevo sempre lo sguardo al mare e appena staccavo mettevo il costume e facevo un bagno perché anche se ormai erano le 7 di sera, faceva ancora molto caldo. In quell’avventura ho conosciuto il mio fidanzato e tanti buoni amici. Alcuni di loro stanno riprendendo il lavoro lì in questi giorni e quando mi raccontano che i clienti che incontrano chiedono se ci sarò ancora quest’estate quasi mi scende una lacrimuccia. Ho incontrato molte di queste persone durante l’inverno in città e mi hanno sempre salutata con affetto, mi hanno riconosciuta subito. Questo mi dimostra d’aver fatto bene il mio lavoro, nonostante in molti momenti abbia odiato l’esser lì.

In quest’ambiente ci son molte dinamiche, molte personalità ormai ingestibili. Spesso si trovano persone che riversano la propria frustrazione sui colleghi o sui propri dipendenti, che son lì perché hanno sempre fatto questo e non saprebbero reinventarsi a fare altro. E’ un lavoro difficile, per gli orari strani, perché spesso non si riesce ad avere nemmeno una pausa per mangiare o per andare in bagno. Bisogna aver fortuna, perché i titolari non sempre sono persone apposto ma lo si capisce solo durante, perché a primo impatto sono questi i più bravi a “intortarti”. Spesso non pagano o pagano in ritardo e non riesci a fare le cose che ti eri prefissato. Oppure pagano poco, o devi chiederglielo più volte, che è una cosa che mi infastidisce molto: se io lavoro correttamente, arrivo sempre puntuale e vado via anche un pochino dopo per aiutarti, perché non rispetti anche tu il tuo impegno?

“Sembra facile!” dice sempre il mio titolare di adesso, il signor Carlo. Non è facile per niente, perché prima di tutto si è in balia dell’afflusso della clientela, che è sempre difficile da prevedere. Carlo però è un esempio di persona e titolare che auguro a tutti di trovare. Come lo vedi, è.


Ora però si avvicina l’estate 2016. Come sarà? Intanto, ho preso una decisione importante per me: abbandono questo lavoro dopo 10 anni di servizio, in molti posti diversi e spesso contemporaneamente l’uno all’altro. Mi si stringe un po’ il cuore. Sono un po’ spaventata, perché questo significa dare a me stessa la possibilità di affacciarmi a qualcosa di nuovo. E se avrò un po’ di fortuna, non sarà qualcosa per cui mi pagheranno per le ore che dedico a qualcuno, ma sarò ripagata per contenuti e qualità.


E la vostra estate, come sarà? J



domenica 13 marzo 2016

Punto e a capo!

Diciamo che non è troppo male fare degli errori, se li si riconosce in tempo. Ammetto d'aver fatto delle valutazioni affrettate, d'aver agito d'istinto senza ragionarci sopra nel modo giusto. E si è rivelato sbagliato.
Ho imparato già che per raggiungere qualcosa ci vuole costanza, impegno e che la strada migliore è quella più lunga con la minima pendenza. Prendere la scorciatoia di cui non si posseggono gli strumenti per salire porterà solo a rotolar giù facendosi tanto, tanto male.
Dato che le conseguenze non son troppo gravi, posso voltar pagina con un "Succede!".
Dovrò penare un altro po' per raggiungere la laurea ma almeno
1. Mi sa che è la prova definitiva che io e l'ingegneria non siamo molto amiche.
2. Sono sempre più felice di alcuni rapporti familiari che da giudici son diventati sostenitori. Qualche anno fa non me lo sarei mai aspettato! PS. Mamma ti voglio bene!

Ora non rimane che rimboccarsi le maniche e riprendere in mano i MIEI progetti, quelli che non mi fanno star male per l'ansia, piuttosto quelli che mi fanno addormentare (ma soprattutto, svegliare) con il sorriso.

Quindi, dove eravamo rimasti? 😜

sabato 23 gennaio 2016

Viva i saldi!



Ho sempre odiato i saldi perché non ho mai potuto usufruirne. Quello splendido periodo che viene due volte l'anno è in concomitanza con la sessione d'esami. Durante la sessione d'esami nella mia testa c'è solo un pensiero: l'esame.

Quest'anno ho scoperto una cosa nuova e ho capito il perché di questa sovrapposizione nella vita dello studente-lavoratore: fare shopping è un'ottimo antistress contro l'ansia da esami. Sarà che ora abito a due passi dalla via dei negozi a Pisa e quindi mi è più facile uscire e fare shopping (e ci perdo meno tempo), sarà che ho deciso di prendere in modo tranquillo la preparazione all'esame e quindi dedicarmi più boccate d'aria, sarà che avevo (ripeto, AVEVO) un soldo in più rispetto agli altri anni... ma quest'anno i saldi per me sono stati una cosa favolosa!

Diciamo che mi ritroverò dopo l'esame ad aprire l'armadio e non riconoscerlo, scoprirò di avere un sacco di cose nuove con ancora il cartellino e mi spunterà un bel sorriso.
Ho finalmente capito la vera funzione dei saldi!

Scherzi a parte, in questo periodo sono stata un po' assente, mi son dedicata completamente allo studio. Di novità però ne ho tante e non vedo l'ora di renderle ufficiali.
Ancora qualche giorno e tornerò a dedicare tutta me stessa a questo progetto.

Intanto tenete le dita incrociate per me!

giovedì 7 gennaio 2016

Tancrède Melet

sebmontaz.com
Era marzo 2013 quando vidi una pubblicità su Deejay tv:
Fino alla Fine del mondo: I believe I can Fly

Non vi posso spiegare l'emozione che quel video ha scaturito in me la prima volta che l'ho visto. Continuavo a ripetere: "E' bellissimo! Questa cosa la voglio fare!"
La cosa che più mi ha emozionata all'inizio è la completa padronanza che questi pazzi mostrano del loro corpo, il fatto che si permettessero di vivere con tranquillità le paure. Si vede chiaramente che affrontano in modo molto sereno e giocoso sfide che a me sembrano quasi impossibili. Adoro soprattutto la scena dove c'è lui che fa delle acrobazie prima di lanciarsi nel vuoto..da brividi!
Per non parlare poi di quella frase che dice: "Un uomo libero per me è chi realizza i propri sogni", diciamo che lui si è impegnato parecchio per realizzarli.

Quell'uomo si chiama TANCREDE MELET  e il suo gruppo The Flying Frenchies.
Sono artisti, oltre che sportivi. Se cercate su Youtube potete trovare tantissimi video delle loro imprese. Sono definiti anche "funamboli dei cieli", ma loro definiscono il loro sport "highlining".
Inutile dire che da quel momento l'ho seguito sui social media e guardato qualsiasi video su qualsiasi sua impresa. Ho avuto anche la sua amicizia su Facebook.

Era diventato per me un simbolo (insieme a Jared Leto, di cui vi parlerò a tempo debito) di come si vive la vita appieno, a contatto e in sintonia con la natura. Viaggiare non era più semplicemente vedere posti nuovi, ma vivere con il cuore qualunque passo. Non serve a nulla portare a casa una galleria di fotografie (anche se sono importanti, perché poi è bello rivederle e ricordare quei momenti), ma è molto più appagante lasciare una traccia di sè negli altri e nei luoghi.
Non posso dire che mi abbia cambiato la vita, ma il mio modo di vederla in vari aspetti sì.

Era effettivamente un momento di crisi e mi son sentita nascere una speranza dentro.
E la speranza è la base per tutto... il sogno, l'azione, l'aspettativa, il risultato: hanno tutti come denominatore comune la speranza.

Di lì a poco ho preso una decisione che ha cambiato la mia vita, è arrivata una proposta irrinunciabile a cui perciò non ho rinunciato. Ma questa è un'altra storia.

Purtroppo stamattina sono venuta a conoscenza del fatto che nei giorni scorsi Tancrède ci ha lasciati. Stava preparando la prossima impresa con i suoi compagni e una complicazione l'ha portato a fare il suo ultimo volo, stavolta verso l'alto.
Sono sicura che chi non conosce queste discipline potrebbe esser tentato dal puntare il dito dicendo che se l'è cercata, ma io non la vedo così. Tancrède era esattamente consapevole di quello che faceva, di quello che ha sempre fatto e di quanto nella sua vita abbia rischiato. Il problema è che una volta provate certe emozioni non si torna indietro, non se ne può fare a meno. E non stiamo parlando di droghe ma di cose assolutamente salutari, perché gli allenamento per sport di quel tipo prevedono anche una dieta molto ferrea. Ci vuole coraggio, determinazione, un pizzico di pazzia e tanta voglia di vivere. Ci vuole l'intelligenza per capire che i nostri limiti sono nella nostra mente. Lui e i suoi colleghi l'hanno capito da molto tempo.

Ha vissuto sicuramente molto più intensamente lui per 32 anni che molti 60enni, e non penso che se ne pentirà mai.
Io voglio ricordarlo così, nello spot per la linea di intimo di Paul Smith, insieme a Antoine Moineville. A me trasmette molta felicità, entusiasmo, soddisfazione.

Paul Smith | Underwear Autumn/Winter 13

venerdì 1 gennaio 2016

L'inizio

La prima giornata del 2016 è stata identica a tutte le altre del 2015: il sole è sorto e tramontato, l’inverno è rimasto freddo e sia io che il mio Simo siamo stati a lavoro. Nonostante nell'aria non si percepisca nulla di diverso, ognuno di noi sta facendo i suoi buoni propositi per l’anno nuovo, che poi inizieranno puntualmente a mancare a partire da lunedì. Allora ho ben pensato che forse se li scrivo ho modo di ricordare le mie promesse a me stessa per tutti questi 365 giorni mancanti (quest’anno sarà bisestile!). Poi ho anche pensato che se oltre a scriverli li pubblico, mi sento ancor più in dovere di rispettarli.

1.       Ho un anno di tempo per decidermi finalmente a smettere di fumare in modo definitivo.
2.       Passare l’esame di Costruzioni Idrauliche.
3.       La laurea (già presente nei miei propositi 2014 e 2015).
4.       Cambiare finalmente il letto e prendere un comodo divano-letto.
5.       Rispettarmi di più e darmi il giusto valore.
6.       Volermi bene e non lasciarmi soffocare dal senso del dovere.
7.       Viaggiare.
8.       Preparare i documenti per i gatti per farli viaggiare con me quando sarà il momento di andare.
9.       Godermi l’estate (finalmente).
10.   Concedermi di fare quello che voglio nella vita.
11.   Darmi da fare ma togliermi l’ansia di dosso.
12.   SE UNA COSA NON MI PIACE, LA DEVO CAMBIARE. Questo proposito è applicabile a qualsiasi cosa: un vestito, un paio di scarpe, un rapporto di amicizia, un rapporto d’amore. Per me in particolare riguarda l’ambito lavorativo.
13.   Completare le cose che inizio: impegni, progetti, idee, libri, esami.
14.   Il 13 porta male quindi devo scriverne un 14esimo: truccarmi più spesso.
15.   ESSERE PIÙ’ ORDINATA A CASA o, in alternativa, proporre una puntata a casa mia di “Sepolti in casa” così almeno sfrutto questa mia qualità!
16.   Svegliarmi sempre presto al mattino e non solo quando ho un impegno.
17.   Mangiare più sano.
18.   Assumere meno zucchero (e perciò bere meno caffè, perché senza due cucchiaini di zucchero non lo riesco a bere).
19.   Dire (e scrivere?) meno cavolate ma prender la vita più alla leggera (vedi punto 6).
20.   Mostrare di più il mio affetto alle persone.

Penso possa bastare, che dite?


Tanti Auguri di Buon Anno!

mercoledì 30 dicembre 2015

La fine

Avvicinarsi alla fine di qualcosa è sempre una resa dei conti: ti porta a riflettere, pensare a ciò che è stato, com’è andato, cosa hai fatto e cosa potevi fare, cos’hai raggiunto e come immaginavi sarebbe stato. Di questo 2015 non ho moltissimo da raccontare, posso solo dire che è stato un ANNO DI SVOLTA. Mi trovo in quell’età che sto vivendo come il passaggio tra l’essere ragazzi e l’età adulta. Non so se arriverà mai un momento in cui si realizza di essere adulti o semplicemente si arriva ai 35 anni e si capisce di esserlo già da un po’. In realtà non ho idea di come ci si possa sentire dopo i 30 anni. Questo proforma del numero diventa anche un’etichetta e la cosa non mi piace.

Mi sento un po’ in ritardo rispetto ai miei coetanei nella realizzazione del mio percorso. Ho riflettuto molto su ciò che è successo negli ultimi anni, mi son proprio resa conto di essere uscita totalmente dai binari in cui ero e per un po’ ho girovagato a vuoto. Questo vagabondare mi ha permesso di conoscere un sacco di cose che succedono intorno a noi. Mi ha permesso di viaggiare, conoscere persone ed esperienze di vita. Mi sono confrontata molto ma ho sempre pensato che “tanto c’è tempo”. Questo non è vero, bisogna agire subito. Non si è troppo giovani o troppo vecchi per far qualcosa, ma appena si capisce che la si vuol fare bisogna muoversi. Così sono arrivata a compiere 26 anni senza aver le idee chiare di cosa volessi fare. Questo è un argomento su cui mi son soffermata più volte, mi tocca molto.

Ho conosciuto una persona fantastica che per molte cose è l’opposto di me e per la prima volta questo non mi ha impaurita o allontanata, anzi ho cercato e sto cercando tuttora di imparare il più possibile da lui. Questo incontro è stato la svolta e ha dato una bella scrollata alla mia vita. Lui è l’incarnazione di ciò che non ho avuto il coraggio di fare io: ad un certo punto ha capito che l’ingegneria non era la sua strada perché non gli dava soddisfazione, sebbene gli riuscisse. Allora ha iniziato a bussare alle porte di tutti i ristoranti per imparare a fare il cuoco. Beh ovviamente ora dopo un paio d’anni è il cuoco di un ottimo ristorante a Lucca e la sua ambizione e bravura lo porteranno molto lontano.

Penso che ambire al lavoro che vogliamo è un nostro diritto e un dovere verso noi stessi. Per questo son qui, ho intrapreso questo percorso. Mi son voluta mettere a nudo togliendo tutti gli scudi mentali che mi ero creata. A 26 anni ho capito quel che voglio fare nella vita: SCRIVERE. Più lo faccio nelle sue varie forme e più mi piace, più mi appassiona. Scopro cose nuove ogni giorno ed è una sensazione da… wow!

Purtroppo c’è sempre il discorso laurea che mi frena. Mi manca un esame per finire da 2 lunghissimi anni. Non riesco a passarlo. Non so perché e non so come potrò migliorare per il prossimo appello. Su questo argomento tornerò frequentemente durante il prossimo mese.

Ecco quindi una lista riassuntiva di quest’anno 2015:
·         Pisa
·         Gatti
·         Delusioni
·         Soldi mancanti
·         False persone
·         False promesse
·         Arrancare
·         Tristezza
·         Lavoro
·         La svolta
·         L’incontro
·         Il mare
·         L’estate
·         Il sonno (che mancava)
·         L’amore
·         Vacanze
·         Vecchi amici
·         L’isola
·         L’impegno
·         Il bistrot
·         Il percorso
·         La passione
·         Scrivere
·         Blog
·         Articoli
·         Concorsi
·         La famiglia
·         La pace
L’ordine è ovviamente cronologico.

Buona fine a tutti e… buona resa dei conti!



ps. Siate sempre sinceri, soprattutto con voi stessi. E’ l’unico modo per volgere sempre al meglio!

domenica 27 dicembre 2015

Buon Natale!

Buon Natale (in ritardo) a tutti! 

Non sono riuscita a scrivere un post prima d'ora ma eccomi qui. Il mio Natale è andato molto bene, esattamente come lo volevo: in famiglia. Le emozioni son state forti e la gioia tanta, da parte di tutti. Ho deciso di fare una sorpresa perché fino all’ultimo giorno sembrava che dovessi essere a lavoro e invece alla fine i titolari hanno deciso di tener chiuso il locale. Allora ne ho approfittato per volare a casa dei miei il giorno della vigilia. Mi è piaciuto vedere le facce dei nonni ma soprattutto dei miei genitori quando mi hanno vista, è stato il regalo più grande! E’ stato bello anche vedere la tv fino a tardi con loro (che dormivano) in divano, la stufa accesa e la mia piccola Titti appallottolata su di me. La Titti è la mia gattina che vive in casa dei miei genitori da quasi 17 anni ed è sempre stata una figlia, una sorella, una migliore amica. Lo so, è solo una gatta, ma i gatti son molto più sensibili degli umani in molti casi e lei è sempre stata presente nei miei momenti più bui. Non mi ha mai negato una coccola, anzi. Ogni volta che torno è come se non ci fossimo mai separate.

E' stato bello anche ridere con il nonno quando ha sbagliato a regalarmi la mancia di Natale, vedere mia cugina preparare il posto a tavola anche per me velocemente al mio arrivo o l’imbarazzo della nonna per non avermi preparato il regalo.

Ora son tornata dai micini nella mia casetta, dal mio fidanzato e alla mia vita quotidiana, tra lavoro, studio e la mia bellissima passione. Non vedo l’ora di realizzare qualcosa di buono!
Intanto vi faccio leggere un mio piccolo racconto che è stato pubblicato in una rivista. In realtà è solo il riassunto del racconto vero, dato che quando l’ho finito mi son resa conto che era troppo lungo e quindi l’ho riscritto. L’originale mi piace molto di più ma lo tengo nel cassetto in attesa della giusta occasione.
Lo trovate a p.31.
Un Natale super (bizzarro)

Ps. Siamo a 10:)

domenica 29 novembre 2015

Domenica

E’ domenica pomeriggio, dopo pranzo. Sono a casa con i miei tre micioni e la mia playlist preferita su youtube che suona. E’ fine novembre, fa freddo e quel filo di luce che entra dalla finestra mi mette una forte malinconia. I gattoni dormono e questo porterebbe a far dormire pure me. Questa ultimamente è la mia domenica, finalmente dopo tanti anni non lavoro e mi godo il riposo.

C’è un’altra domenica che però rimane la mia preferita e che è il motivo della nostalgia a cui accennavo prima: la domenica in famiglia. I miei ricordi in particolare sono due.

Il primo riguarda quelle domeniche speciali in cui si andava a pranzo dalla nonna più lontana e ci ritrovavamo tutti insieme. Eravamo così in tanti all’epoca che per noi bambini si preparava in salotto. Fuori il vento era gelido ma dentro c’erano sempre spazio e calore in abbondanza. Ricordo che gli zii parlavano sempre a voce alta e quando si cadeva nell’argomento politica si infervorava anche il nonno. La nonna e la zia, aiutate poi anche dalle chiacchere di mamma quando arrivavamo anche noi, preparavano sempre le cose più buone e soprattutto tante! Antipasto, due primi (uno che mi piaceva e l’altro no), il pollo arrosto, le erbette, le patate al forno, il pane fatto in casa, la polentina calda etc. ovviamente seguivano tanti mandarini e uva che io non mangiavo mai, i pasticcini che portavamo noi dalla fantastica pasticceria e per finire l’attesissima zuppa inglese della nonna. Si chiama proprio così: la zuppa inglese della nonna, ma la MIA nonna, perché non ho mai visto poi una zuppa inglese fatta così e non ho ancora capito esattamente le differenze! Di una cosa son sicura: il liquore non lo metteva altrimenti mio padre non l’avrebbe mai mangiata. Quindi dopo due ore seduti a mangiare si arrivava entusiasti al dolce perché, come diceva sempre il nonno: “Per il dolce un posticino c’è sempre!”.

C’erano sempre tante risate e quando arrivava l’ora di andare via scendeva la tristezza, come scendeva il sole Il paesaggio era malinconico come i miei pensieri: le ombre della sera che si allungavano, gli alberi spogli, il verde dell’estate aveva lasciato il posto ai marroni e ai grigi. Il freddo penetrava nelle ossa e i primi cinque minuti in macchina li passavo a tremare, poi piano piano mi addormentavo.

Il secondo ricordo della domenica in famiglia è quello delle domeniche “normali” in casa con i genitori. Qui i miei pensieri son legati più agli ultimi anni, in quei periodi in cui non c’era bisogno di me al ristorante dove lavoravo. In genere mi svegliavo sempre tardi perché la sera prima ero a giocare la partita di pallavolo e a festeggiare poi qualche vittoria. Quindi mi svegliavo e, ancora in pigiama, andavo in cucina a parlare con mamma. Lei maneggiava pentole e pentoloni, io mi sedevo in divano con una pastina in bocca e un succo in mano ma si chiacchierava della sera prima, della giornata, di mille cose.


Quando tutto era pronto e con il profumo di quelle prelibatezze si era svegliato anche mio fratello, era l’ora di sedersi a tavola e si guardava rigorosamente la classifica dei segni zodiacali per la settimana che veniva. Era un bel momento di condivisione, si scherzava, ci guardavamo tutti in faccia dopo una settimana di corse di lavoro, studio, sport, impegni vari. Era il momento in cui ci fermavamo e noi che abitavamo sotto lo stesso tetto ci ricordavamo di avere qualcosa in comune. Sembra brutto ma non lo è, anzi. In molte famiglie queste cose vengono date per scontate e molte famiglie questo momento non ce l’hanno nemmeno. Il post pranzo era ancora più bello perché ci si concedeva il calore della stufa in salotto nel divano, tra il dolcino e il caffè. Poi questo momento piano piano svaniva… chi doveva uscire, chi doveva studiare e quindi non poteva stare in una stanza con la tv accesa e papà che puntualmente nel suo momento di relax si addormentava.

giovedì 26 novembre 2015

Origini

Ho trovato una pagina che ho scritto poco più di un anno fa, quando... beh, si capisce nel testo! Era una cosa privata, che ho scritto per me, per piacere, ma che mi ha emozionato e per questo mi va di condividerla. Spero che chi la leggerà possa immedesimarsi e capire qualcosa di più di me e di questo blog.

"A venticinque anni finalmente l’illuminazione è arrivata! Non è stato proprio un fulmine a ciel sereno ma una consapevolezza che è cresciuta dentro di me negli ultimi mesi. Anzi, meglio ancora, è stato come ritrovarsi. Sì, perché lo sapevo fin da piccina… scrivere è la mia passione. Purtroppo ho perso la creatività col tempo, ho seguito la massa per dedicare tutti le mie energie ad altro perché scrivere difficilmente può diventare un lavoro. Ma se hai la dedizione ci vuole la pratica. Se non pratichi non puoi farlo e io finora non ho praticato. Vari elementi si sono posti sulla mia strada in questi mesi per farmi riscoprire la passione e nonostante abbia provato a combatterla continuando a lavorare più sulla mia tesi e sulla ricerca di un lavoro “normale”, non posso continuare e reprimere dentro di me questa vocazione. Complici un libro, la scoperta dei bloggers e di come funziona questo mondo affascinante, la mia solitudine in un monolocale di questa città bellissima in cui non conosco nessuno, due gattini, l’incontro casuale con “Sex and the City” e non posso più negarlo. Amo scrivere e lo farò diventare la mia professione.
Sono brava? Non lo so, nessuno ha mai letto nulla di mio. Penso di avere uno stile particolare, molto mio. Penso di rispettare le regole grammaticali perché le ho studiate bene ed ho potuto vedere che non è una qualità scontata.
Ho qualcosa da dire? Non lo so. So che ho molto da raccontare. Ho molto da raccontare di me oltre che di fatti, dentro la mia testa ho tanto da conoscere e condividere.
Per la prima volta nella mia vita (anzi, forse è la seconda) mi sento di voler seguire il mio sogno. Voglio mettercela tutta."

ok, ora mi sono ufficialmente lanciata!


Se ti piace, seguimi! Se hai consigli da darmi, commenta!
Ho bisogno di pareri e consigli!

mercoledì 4 novembre 2015

Who I am.


Un blog... un sogno! Da troppo tempo desidero farlo ma con quale argomento? Quale filo conduttore? Un blog di cucina non lo potrei mai fare, dato che non cucino. Non a caso mi son trovata un fidanzato cuoco, non volevo rischiare di morire di fame chiusa in casa! Di cosa avrei potuto parlare nel mio blog? La mia passione è la scrittura, ma me ne son resa conto da poco, troppo poco. Tant’è che tra le tante cose di cui mi occupo, questa viene ancora per ultima. Negli ultimi due anni ho deciso che la mia missione sarebbe stata complicarmi la vita e mettermi in difficoltà il più possibile. A quale scopo, non lo so ancora. Perciò ciò che mi piace viene sempre a fine giornata, almeno dopo le 23. Ho deciso che la mia passione diventerà la mia ragione di vita. Ma ce la farò? Mi sento troppo timida, introversa per ciò che mi riguarda direttamente e mi son sempre circondata di persone sbagliate. Mi son sempre fatta distrarre dal qui e ora, senza pensare al futuro. Ora ho 26 anni ed in mano praticamente nulla. Una lontana laurea in ingegneria che non riesco ad afferrare e tanti, tanti problemi con me stessa da risolvere ed errori da perdonarmi. Aspiro al perfezionismo in ogni cosa e appena il mio binario si allontana da esso mollo completamente. Per questo motivo decido che se voglio fare un bel blog mi devo prima studiare tutti quelli riguardanti l’avere successo con un blog. Però non può essere così “semplice”: prima mi iscrivo ad corso di inglese (molto costoso but it is worth it) che mi porti via un po’ di tempo. Non contenta decido di prendere al volo un’occasione per un corso di tedesco di sei mesi online. Anzi, per dirla meglio: per sei mesi con un costo esiguo avrò accesso a tutti i corsi di tedesco di un noto sito. Ovviamente mi son preparata un programma per poter finire tutti i corsi in tempo (anche se so benissimo che è praticamente impossibile).
Poi accade il fatto. Una sera il mio fidanzato torna a casa da lavoro con un’idea: “Voglio aprire un mio blog di cucina!”. Super entusiasta mi mostra questa e quest’altra cosa, mi racconta di quello che si è già guardato e scopro che il blog esiste già. E’ vuoto, ma ha già un nome e una facciata. Mi apro una birra. Com’è possibile che io veda sempre scogli insormontabili dove gli altri fanno due semplici passi e ci sono già dentro? Beh, questa cosa mi ha dato uno slancio. Ed eccoci qui. 
Non so quale sarà il filo conduttore di questo blog né per quale motivo qualcuno ci si dovrebbe interessare. So che ci metterò me stessa. Qualunque cosa mi appassionerà sarà parte di questo blog. Il che vuol dire che ci sarà molto di gatti… So che mi dovevo buttare, fare il salto nel vuoto e mi faccio un applauso, perché è esattamente quello che sto facendo. Magari con questa pagina troverò qualche mio simile e potremo crogiolarci insieme nelle nostre paranoie. Il mio talento nascosto è molto nascosto, perché anch'io non l’ho ancora trovato. Giuro però che lo sto cercando. Amo comunicare, mettendo però una maschera, interpretando un ruolo. No, non mi piace il teatro e non sono brava come attrice, anzi. Mi ritengo il contrario dell’esibizionismo. Ma questo è solo ciò che penso io di me.
Io ancora non mi son capita. Chissà se mai riuscirò a farlo. Sto imparando a convivere con me stessa e ad ascoltarmi, questo sì.

L’apertura di questo blog, improvvisa, di cui poi dovrò prendermi cura… questa sì che è una scommessa. Con me stessa.