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domenica 13 marzo 2016

Punto e a capo!

Diciamo che non è troppo male fare degli errori, se li si riconosce in tempo. Ammetto d'aver fatto delle valutazioni affrettate, d'aver agito d'istinto senza ragionarci sopra nel modo giusto. E si è rivelato sbagliato.
Ho imparato già che per raggiungere qualcosa ci vuole costanza, impegno e che la strada migliore è quella più lunga con la minima pendenza. Prendere la scorciatoia di cui non si posseggono gli strumenti per salire porterà solo a rotolar giù facendosi tanto, tanto male.
Dato che le conseguenze non son troppo gravi, posso voltar pagina con un "Succede!".
Dovrò penare un altro po' per raggiungere la laurea ma almeno
1. Mi sa che è la prova definitiva che io e l'ingegneria non siamo molto amiche.
2. Sono sempre più felice di alcuni rapporti familiari che da giudici son diventati sostenitori. Qualche anno fa non me lo sarei mai aspettato! PS. Mamma ti voglio bene!

Ora non rimane che rimboccarsi le maniche e riprendere in mano i MIEI progetti, quelli che non mi fanno star male per l'ansia, piuttosto quelli che mi fanno addormentare (ma soprattutto, svegliare) con il sorriso.

Quindi, dove eravamo rimasti? 😜

domenica 7 febbraio 2016

L'ultimo esame

Ed eccomi qui, una settimana dopo aver superato il mio ultimo esame all’università. Erano ormai due anni che lo facevo e non andava bene ma ora… ce l’ho fatta. Il punto è che pensavo di sentirmi meglio. Non ho avuto modo di fermarmi un attimo a realizzare che ho fatto un passo importante per la mia vita. O almeno, non prima di oggi. Un esame (soprattutto quell’esame) per molti può essere un passo veloce da fare, ma per me non è stato così. 
L’ho sofferto tanto, ho chiesto aiuto e ho fatto fatica a trovarlo, avevo bisogno di chiarire i miei dubbi. Ho sbagliato e tanto. Mi sono scoraggiata e tanto. Mi ci sono impuntata, senza risolvere nulla. Son stati due anni lunghi e un po’ sbandati. C’è stata una storia d’amore finita male, un trasferimento e l’instabilità economica. Ho rimandato tante cose perché volevo prima di tutto passare l’esame e finire l’università. Ho pensato di odiare ingegneria e che non fosse la mia strada. E poi ho rimandato la decisione se mi piacesse o no perché ho capito che tutto dipendeva da quest’esame che non riuscivo a superare. 
Son stata con la testa china per molto tempo e ho nascosto la vergogna. Potevo raccontarmi tutte le storie, tutte le scuse del mondo. Chi mi guardava però vedeva una ragazza ormai cresciuta per essere ancora alla triennale e che non riusciva a finirla. Quindi non so se mi vedesse stupida o non abbastanza determinata, ma sicuramente non ci ho fatto bella figura. 
Non che ora le cose siano cambiate, il passato rimane uguale. Ho cambiato il mio futuro, ho potuto cambiare la mia visione. Non mi sento molto meglio però, c’è la tesi da fare e non è ancora il momento di festeggiare. Non riesco a dirmi “Brava!” ma solo “Era ora!”. Il problema adesso ha solo cambiato faccia, ma è sempre lo stesso. Ho poco tempo per preparare la tesi e quindi probabilmente non sarò molto presente per altri due mesetti.


Piccoli o grandi, avanti, a destra o a sinistra, indietro quando si sbaglia… l’importante è fare sempre dei passi.