Ed eccomi qui, una settimana dopo aver superato il mio
ultimo esame all’università. Erano ormai due anni che lo facevo e non andava
bene ma ora… ce l’ho fatta. Il punto è che pensavo di sentirmi meglio. Non ho
avuto modo di fermarmi un attimo a realizzare che ho fatto un passo importante
per la mia vita. O almeno, non prima di oggi. Un esame (soprattutto
quell’esame) per molti può essere un passo veloce da fare, ma per me non è
stato così.
L’ho sofferto tanto, ho chiesto aiuto e ho fatto fatica a trovarlo,
avevo bisogno di chiarire i miei dubbi. Ho sbagliato e tanto. Mi sono
scoraggiata e tanto. Mi ci sono impuntata, senza risolvere nulla. Son stati due
anni lunghi e un po’ sbandati. C’è stata una storia d’amore finita male, un
trasferimento e l’instabilità economica. Ho rimandato tante cose perché volevo
prima di tutto passare l’esame e finire l’università. Ho pensato di odiare
ingegneria e che non fosse la mia strada. E poi ho rimandato la decisione se mi
piacesse o no perché ho capito che tutto dipendeva da quest’esame che non
riuscivo a superare.
Son stata con la testa china per molto tempo e ho nascosto
la vergogna. Potevo raccontarmi tutte le storie, tutte le scuse del mondo. Chi
mi guardava però vedeva una ragazza ormai cresciuta per essere ancora alla
triennale e che non riusciva a finirla. Quindi non so se mi vedesse stupida o
non abbastanza determinata, ma sicuramente non ci ho fatto bella figura.
Non
che ora le cose siano cambiate, il passato rimane uguale. Ho cambiato il mio
futuro, ho potuto cambiare la mia visione. Non mi sento molto meglio però, c’è
la tesi da fare e non è ancora il momento di festeggiare. Non riesco a dirmi
“Brava!” ma solo “Era ora!”. Il problema adesso ha solo cambiato
faccia, ma è sempre lo stesso. Ho poco tempo per preparare la tesi e quindi
probabilmente non sarò molto presente per altri due mesetti.
Piccoli o grandi, avanti, a destra o a sinistra, indietro
quando si sbaglia… l’importante è fare sempre dei passi.