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domenica 13 marzo 2016

Punto e a capo!

Diciamo che non è troppo male fare degli errori, se li si riconosce in tempo. Ammetto d'aver fatto delle valutazioni affrettate, d'aver agito d'istinto senza ragionarci sopra nel modo giusto. E si è rivelato sbagliato.
Ho imparato già che per raggiungere qualcosa ci vuole costanza, impegno e che la strada migliore è quella più lunga con la minima pendenza. Prendere la scorciatoia di cui non si posseggono gli strumenti per salire porterà solo a rotolar giù facendosi tanto, tanto male.
Dato che le conseguenze non son troppo gravi, posso voltar pagina con un "Succede!".
Dovrò penare un altro po' per raggiungere la laurea ma almeno
1. Mi sa che è la prova definitiva che io e l'ingegneria non siamo molto amiche.
2. Sono sempre più felice di alcuni rapporti familiari che da giudici son diventati sostenitori. Qualche anno fa non me lo sarei mai aspettato! PS. Mamma ti voglio bene!

Ora non rimane che rimboccarsi le maniche e riprendere in mano i MIEI progetti, quelli che non mi fanno star male per l'ansia, piuttosto quelli che mi fanno addormentare (ma soprattutto, svegliare) con il sorriso.

Quindi, dove eravamo rimasti? 😜

sabato 23 gennaio 2016

Viva i saldi!



Ho sempre odiato i saldi perché non ho mai potuto usufruirne. Quello splendido periodo che viene due volte l'anno è in concomitanza con la sessione d'esami. Durante la sessione d'esami nella mia testa c'è solo un pensiero: l'esame.

Quest'anno ho scoperto una cosa nuova e ho capito il perché di questa sovrapposizione nella vita dello studente-lavoratore: fare shopping è un'ottimo antistress contro l'ansia da esami. Sarà che ora abito a due passi dalla via dei negozi a Pisa e quindi mi è più facile uscire e fare shopping (e ci perdo meno tempo), sarà che ho deciso di prendere in modo tranquillo la preparazione all'esame e quindi dedicarmi più boccate d'aria, sarà che avevo (ripeto, AVEVO) un soldo in più rispetto agli altri anni... ma quest'anno i saldi per me sono stati una cosa favolosa!

Diciamo che mi ritroverò dopo l'esame ad aprire l'armadio e non riconoscerlo, scoprirò di avere un sacco di cose nuove con ancora il cartellino e mi spunterà un bel sorriso.
Ho finalmente capito la vera funzione dei saldi!

Scherzi a parte, in questo periodo sono stata un po' assente, mi son dedicata completamente allo studio. Di novità però ne ho tante e non vedo l'ora di renderle ufficiali.
Ancora qualche giorno e tornerò a dedicare tutta me stessa a questo progetto.

Intanto tenete le dita incrociate per me!

giovedì 7 gennaio 2016

Tancrède Melet

sebmontaz.com
Era marzo 2013 quando vidi una pubblicità su Deejay tv:
Fino alla Fine del mondo: I believe I can Fly

Non vi posso spiegare l'emozione che quel video ha scaturito in me la prima volta che l'ho visto. Continuavo a ripetere: "E' bellissimo! Questa cosa la voglio fare!"
La cosa che più mi ha emozionata all'inizio è la completa padronanza che questi pazzi mostrano del loro corpo, il fatto che si permettessero di vivere con tranquillità le paure. Si vede chiaramente che affrontano in modo molto sereno e giocoso sfide che a me sembrano quasi impossibili. Adoro soprattutto la scena dove c'è lui che fa delle acrobazie prima di lanciarsi nel vuoto..da brividi!
Per non parlare poi di quella frase che dice: "Un uomo libero per me è chi realizza i propri sogni", diciamo che lui si è impegnato parecchio per realizzarli.

Quell'uomo si chiama TANCREDE MELET  e il suo gruppo The Flying Frenchies.
Sono artisti, oltre che sportivi. Se cercate su Youtube potete trovare tantissimi video delle loro imprese. Sono definiti anche "funamboli dei cieli", ma loro definiscono il loro sport "highlining".
Inutile dire che da quel momento l'ho seguito sui social media e guardato qualsiasi video su qualsiasi sua impresa. Ho avuto anche la sua amicizia su Facebook.

Era diventato per me un simbolo (insieme a Jared Leto, di cui vi parlerò a tempo debito) di come si vive la vita appieno, a contatto e in sintonia con la natura. Viaggiare non era più semplicemente vedere posti nuovi, ma vivere con il cuore qualunque passo. Non serve a nulla portare a casa una galleria di fotografie (anche se sono importanti, perché poi è bello rivederle e ricordare quei momenti), ma è molto più appagante lasciare una traccia di sè negli altri e nei luoghi.
Non posso dire che mi abbia cambiato la vita, ma il mio modo di vederla in vari aspetti sì.

Era effettivamente un momento di crisi e mi son sentita nascere una speranza dentro.
E la speranza è la base per tutto... il sogno, l'azione, l'aspettativa, il risultato: hanno tutti come denominatore comune la speranza.

Di lì a poco ho preso una decisione che ha cambiato la mia vita, è arrivata una proposta irrinunciabile a cui perciò non ho rinunciato. Ma questa è un'altra storia.

Purtroppo stamattina sono venuta a conoscenza del fatto che nei giorni scorsi Tancrède ci ha lasciati. Stava preparando la prossima impresa con i suoi compagni e una complicazione l'ha portato a fare il suo ultimo volo, stavolta verso l'alto.
Sono sicura che chi non conosce queste discipline potrebbe esser tentato dal puntare il dito dicendo che se l'è cercata, ma io non la vedo così. Tancrède era esattamente consapevole di quello che faceva, di quello che ha sempre fatto e di quanto nella sua vita abbia rischiato. Il problema è che una volta provate certe emozioni non si torna indietro, non se ne può fare a meno. E non stiamo parlando di droghe ma di cose assolutamente salutari, perché gli allenamento per sport di quel tipo prevedono anche una dieta molto ferrea. Ci vuole coraggio, determinazione, un pizzico di pazzia e tanta voglia di vivere. Ci vuole l'intelligenza per capire che i nostri limiti sono nella nostra mente. Lui e i suoi colleghi l'hanno capito da molto tempo.

Ha vissuto sicuramente molto più intensamente lui per 32 anni che molti 60enni, e non penso che se ne pentirà mai.
Io voglio ricordarlo così, nello spot per la linea di intimo di Paul Smith, insieme a Antoine Moineville. A me trasmette molta felicità, entusiasmo, soddisfazione.

Paul Smith | Underwear Autumn/Winter 13

lunedì 21 dicembre 2015

Pensieri di una sera di primo inverno

Da qualche giorno sto valutando una nuova esperienza da fare, quella dei concorsi letterari. Ho cercato in internet ed ho scoperto che ce ne sono parecchi, alcuni molto interessanti. In effetti la prospettiva di partecipare mi eccita abbastanza. Ho valutato per ora solamente quelli a partecipazione gratuita e già questi sono un bel numero. Il problema è che, con la mia inesperienza in questo campo, son tentata dal farli TUTTI. Purtroppo io son fatta così: decido di fare una cosa e mi butto a capofitto. Dimenticando però tutti gli altri progetti che ho iniziato.

Tra un mese ho la possibilità di sostenere l’ultimo esame della mia triennale e so che dovrei concentrare su quello tutte le energie. “Dovrei”, appunto. Per questo motivo è il mio ultimo esame da tanto, troppo tempo.

Per fortuna ho già deciso di sospendere il corso d’inglese per il mese di Gennaio e riprenderlo con tranquillità dopo l’esame. Non ce la farei ad avere costanza con il pensiero dell’esame imminente e non voglio fare le lezioni in modo passivo, trascinandomi e con la testa altrove.

Poi c’è il mio impegno con il blog, con una lista (bella) di argomenti di cui mi piacerebbe scrivere. Ormai a questo blog sono affezionata e non voglio né trascurarlo né tantomeno abbandonarlo perché presa da altre cose. Ho iniziato a vederlo con occhi diversi, è vero. Mi sento di scrivere qui con meno pressione, è il mio ambito personale, dove scrivo di me e per me. Qui ci sono le mie emozioni e qui festeggerò le mie conquiste e le mie vittorie.

Il mio impegno con il sito o2o.it è un’altra cosa che mi piace e che qualche soddisfazione me la da già. I miei articoli sono sempre approvati e poi pubblicati su altri siti. Questo è il mio profilo nel sito http://www.o2o.it/userprofile/105285.

E poi? Altre due, tre idee che se continuo ad impegnarmi su molte cose rimarranno sempre e solo idee. 

Dimentico sempre la cosa più importante: LEGGERE. Senza la lettura costante e appassionata non potrò pensare di poter continuare tutto questo. E' la fonte e il carburante.


Ma allora che fare? Come agire? Come organizzare il mio tempo? Sono molto combattuta. Vorrei avere energie infinite e giornate di almeno 48 ore, per poter fare tutto quello che voglio e non dover scegliere. Sì, perché non mi sento pronta per valutare e scegliere quale possa essere la strada migliore da percorrere. Conosco il mio scopo sì, ma non la strada giusta. Quella la scoprirò a mie spese e sarà bellissimo, ne son sicura. 

giovedì 10 dicembre 2015

Clima natalizio in arrivo!

Non è mia intenzione trascurare questo blog ma in pieno stile con la mia perenne voglia di complicarmi la vita, mi sono riempita l'agenda di impegni tra cui:
  • Un lavoro da cameriera/barista che mi piace ma impiega gran parte del mio tempo e delle mie energie.
  • Una scuola di inglese: il mio pensiero è che ormai saper l'inglese è il passepartout per poter stare al mondo e avere una qualsiasi carriera gratificante.
  • Aprire un blog in inglese su piattaforma wordpress. Ovviamente appena sarà pronto metterò qui il link.
  • Corso online di tedesco. L'ho studiato tanti anni alle medie e superiori per poi... dimenticarlo. Ho colto l'occasione di una spesa esigua per riprenderlo in mano (e questa volta non mollarlo più).
  • Studiare per l'esame che mi manca alla laurea. Eh sì, purtroppo devo fare anche questo.
  • Sviluppare progetti e trame di un paio di libri che da un po' ho pensato di scrivere. Se mai ci lavoro, mai arriverò alla parola fine.
In ogni caso, si avvicina il Natale e le emozioni che dona questa festa sono sempre tante. Quest'anno sarà un Natale speciale perché è il primo di cui sento davvero la magia da quando sono uscita dal nido di casa. La sensazione di solitudine che si acuiva durante le feste durante gli ultimi due anni ha lasciato spazio ad un tenero calore. Ci sarà tanto lavoro, ma soprattutto tanta gioia.

Buon inizio di festeggiamenti a tutti; 
io me li godrò alla grande e intanto semino le basi per un 2016 rigoglioso!


www.babbo-natale.it

domenica 29 novembre 2015

Domenica

E’ domenica pomeriggio, dopo pranzo. Sono a casa con i miei tre micioni e la mia playlist preferita su youtube che suona. E’ fine novembre, fa freddo e quel filo di luce che entra dalla finestra mi mette una forte malinconia. I gattoni dormono e questo porterebbe a far dormire pure me. Questa ultimamente è la mia domenica, finalmente dopo tanti anni non lavoro e mi godo il riposo.

C’è un’altra domenica che però rimane la mia preferita e che è il motivo della nostalgia a cui accennavo prima: la domenica in famiglia. I miei ricordi in particolare sono due.

Il primo riguarda quelle domeniche speciali in cui si andava a pranzo dalla nonna più lontana e ci ritrovavamo tutti insieme. Eravamo così in tanti all’epoca che per noi bambini si preparava in salotto. Fuori il vento era gelido ma dentro c’erano sempre spazio e calore in abbondanza. Ricordo che gli zii parlavano sempre a voce alta e quando si cadeva nell’argomento politica si infervorava anche il nonno. La nonna e la zia, aiutate poi anche dalle chiacchere di mamma quando arrivavamo anche noi, preparavano sempre le cose più buone e soprattutto tante! Antipasto, due primi (uno che mi piaceva e l’altro no), il pollo arrosto, le erbette, le patate al forno, il pane fatto in casa, la polentina calda etc. ovviamente seguivano tanti mandarini e uva che io non mangiavo mai, i pasticcini che portavamo noi dalla fantastica pasticceria e per finire l’attesissima zuppa inglese della nonna. Si chiama proprio così: la zuppa inglese della nonna, ma la MIA nonna, perché non ho mai visto poi una zuppa inglese fatta così e non ho ancora capito esattamente le differenze! Di una cosa son sicura: il liquore non lo metteva altrimenti mio padre non l’avrebbe mai mangiata. Quindi dopo due ore seduti a mangiare si arrivava entusiasti al dolce perché, come diceva sempre il nonno: “Per il dolce un posticino c’è sempre!”.

C’erano sempre tante risate e quando arrivava l’ora di andare via scendeva la tristezza, come scendeva il sole Il paesaggio era malinconico come i miei pensieri: le ombre della sera che si allungavano, gli alberi spogli, il verde dell’estate aveva lasciato il posto ai marroni e ai grigi. Il freddo penetrava nelle ossa e i primi cinque minuti in macchina li passavo a tremare, poi piano piano mi addormentavo.

Il secondo ricordo della domenica in famiglia è quello delle domeniche “normali” in casa con i genitori. Qui i miei pensieri son legati più agli ultimi anni, in quei periodi in cui non c’era bisogno di me al ristorante dove lavoravo. In genere mi svegliavo sempre tardi perché la sera prima ero a giocare la partita di pallavolo e a festeggiare poi qualche vittoria. Quindi mi svegliavo e, ancora in pigiama, andavo in cucina a parlare con mamma. Lei maneggiava pentole e pentoloni, io mi sedevo in divano con una pastina in bocca e un succo in mano ma si chiacchierava della sera prima, della giornata, di mille cose.


Quando tutto era pronto e con il profumo di quelle prelibatezze si era svegliato anche mio fratello, era l’ora di sedersi a tavola e si guardava rigorosamente la classifica dei segni zodiacali per la settimana che veniva. Era un bel momento di condivisione, si scherzava, ci guardavamo tutti in faccia dopo una settimana di corse di lavoro, studio, sport, impegni vari. Era il momento in cui ci fermavamo e noi che abitavamo sotto lo stesso tetto ci ricordavamo di avere qualcosa in comune. Sembra brutto ma non lo è, anzi. In molte famiglie queste cose vengono date per scontate e molte famiglie questo momento non ce l’hanno nemmeno. Il post pranzo era ancora più bello perché ci si concedeva il calore della stufa in salotto nel divano, tra il dolcino e il caffè. Poi questo momento piano piano svaniva… chi doveva uscire, chi doveva studiare e quindi non poteva stare in una stanza con la tv accesa e papà che puntualmente nel suo momento di relax si addormentava.

venerdì 27 novembre 2015

Mia mamma è una fashion blogger

Ecco le prove:

1)  Negli ultimi anni è dimagrita molto e può permettersi di mettere i vestitini della figlia 26-enne, con risultati migliori

2)  Ha sempre il telefono in mano

3)  La convinco a provare il McDonald’s, ma ordina un’insalata

4)  E’ bellissima

5)  Guarda sempre il telefono

6)  Per anni mi ha rimproverata per come mi vestivo: è competente in moda

7)  Sta di nuovo guardando il telefono

I love you mum!


giovedì 26 novembre 2015

Origini

Ho trovato una pagina che ho scritto poco più di un anno fa, quando... beh, si capisce nel testo! Era una cosa privata, che ho scritto per me, per piacere, ma che mi ha emozionato e per questo mi va di condividerla. Spero che chi la leggerà possa immedesimarsi e capire qualcosa di più di me e di questo blog.

"A venticinque anni finalmente l’illuminazione è arrivata! Non è stato proprio un fulmine a ciel sereno ma una consapevolezza che è cresciuta dentro di me negli ultimi mesi. Anzi, meglio ancora, è stato come ritrovarsi. Sì, perché lo sapevo fin da piccina… scrivere è la mia passione. Purtroppo ho perso la creatività col tempo, ho seguito la massa per dedicare tutti le mie energie ad altro perché scrivere difficilmente può diventare un lavoro. Ma se hai la dedizione ci vuole la pratica. Se non pratichi non puoi farlo e io finora non ho praticato. Vari elementi si sono posti sulla mia strada in questi mesi per farmi riscoprire la passione e nonostante abbia provato a combatterla continuando a lavorare più sulla mia tesi e sulla ricerca di un lavoro “normale”, non posso continuare e reprimere dentro di me questa vocazione. Complici un libro, la scoperta dei bloggers e di come funziona questo mondo affascinante, la mia solitudine in un monolocale di questa città bellissima in cui non conosco nessuno, due gattini, l’incontro casuale con “Sex and the City” e non posso più negarlo. Amo scrivere e lo farò diventare la mia professione.
Sono brava? Non lo so, nessuno ha mai letto nulla di mio. Penso di avere uno stile particolare, molto mio. Penso di rispettare le regole grammaticali perché le ho studiate bene ed ho potuto vedere che non è una qualità scontata.
Ho qualcosa da dire? Non lo so. So che ho molto da raccontare. Ho molto da raccontare di me oltre che di fatti, dentro la mia testa ho tanto da conoscere e condividere.
Per la prima volta nella mia vita (anzi, forse è la seconda) mi sento di voler seguire il mio sogno. Voglio mettercela tutta."

ok, ora mi sono ufficialmente lanciata!


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