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mercoledì 17 febbraio 2016

Nuovi orizzonti

Ho bisogno oggi di condividere questo pensiero con tutti.

Non giratevi dal dolore degli altri. Nemmeno se pensate che non vi riguardi o che non potete farci nulla, perché non è vero. Il dolore di una persona riguarda tutti.

Il male prima o poi torna e si propaga come un'onda su tutto ciò che vi sta attorno. Colpisce tutto e tutti, non crediate d'esserne immuni: nessuno lo è. Potrebbe esser presa di mira una persona che conoscete e la cosa arriverà inevitabilmente anche a voi.

Dovremmo sempre fare qualcosa per aiutare chi è in difficoltà, giudicare e fregarsene non porta da nessuna parte. Se la persona ha bisogno di aiuto serio, fate in modo che gli venga dato.
Non giriamo la testa, non cancelliamo se non è cancellato, portiamo rispetto. Sempre.
Miglioriamoci, diamoci la possibilità di crescere.


"Chi semina amore, raccoglie felicità."
W. Shakespeare


Oltre a questo, volevo annunciare che è ufficialmente nata la mia collaborazione con il sito Ti consiglio un posticino di Giacomo e Vanessa, due amici lucchesi.
Sono molto felice, è un nuovo e bellissimo passo del mio percorso!

Il mio primo "posticino" è un pub storico di Pisa, The Scare Crow, che ultimamente, nelle mie poche uscite, ho frequentato.
The Scarecrow. Lo Spaventapasseri di Pisa che serve birra al ritmo dei Beatles

venerdì 1 gennaio 2016

L'inizio

La prima giornata del 2016 è stata identica a tutte le altre del 2015: il sole è sorto e tramontato, l’inverno è rimasto freddo e sia io che il mio Simo siamo stati a lavoro. Nonostante nell'aria non si percepisca nulla di diverso, ognuno di noi sta facendo i suoi buoni propositi per l’anno nuovo, che poi inizieranno puntualmente a mancare a partire da lunedì. Allora ho ben pensato che forse se li scrivo ho modo di ricordare le mie promesse a me stessa per tutti questi 365 giorni mancanti (quest’anno sarà bisestile!). Poi ho anche pensato che se oltre a scriverli li pubblico, mi sento ancor più in dovere di rispettarli.

1.       Ho un anno di tempo per decidermi finalmente a smettere di fumare in modo definitivo.
2.       Passare l’esame di Costruzioni Idrauliche.
3.       La laurea (già presente nei miei propositi 2014 e 2015).
4.       Cambiare finalmente il letto e prendere un comodo divano-letto.
5.       Rispettarmi di più e darmi il giusto valore.
6.       Volermi bene e non lasciarmi soffocare dal senso del dovere.
7.       Viaggiare.
8.       Preparare i documenti per i gatti per farli viaggiare con me quando sarà il momento di andare.
9.       Godermi l’estate (finalmente).
10.   Concedermi di fare quello che voglio nella vita.
11.   Darmi da fare ma togliermi l’ansia di dosso.
12.   SE UNA COSA NON MI PIACE, LA DEVO CAMBIARE. Questo proposito è applicabile a qualsiasi cosa: un vestito, un paio di scarpe, un rapporto di amicizia, un rapporto d’amore. Per me in particolare riguarda l’ambito lavorativo.
13.   Completare le cose che inizio: impegni, progetti, idee, libri, esami.
14.   Il 13 porta male quindi devo scriverne un 14esimo: truccarmi più spesso.
15.   ESSERE PIÙ’ ORDINATA A CASA o, in alternativa, proporre una puntata a casa mia di “Sepolti in casa” così almeno sfrutto questa mia qualità!
16.   Svegliarmi sempre presto al mattino e non solo quando ho un impegno.
17.   Mangiare più sano.
18.   Assumere meno zucchero (e perciò bere meno caffè, perché senza due cucchiaini di zucchero non lo riesco a bere).
19.   Dire (e scrivere?) meno cavolate ma prender la vita più alla leggera (vedi punto 6).
20.   Mostrare di più il mio affetto alle persone.

Penso possa bastare, che dite?


Tanti Auguri di Buon Anno!

domenica 29 novembre 2015

Domenica

E’ domenica pomeriggio, dopo pranzo. Sono a casa con i miei tre micioni e la mia playlist preferita su youtube che suona. E’ fine novembre, fa freddo e quel filo di luce che entra dalla finestra mi mette una forte malinconia. I gattoni dormono e questo porterebbe a far dormire pure me. Questa ultimamente è la mia domenica, finalmente dopo tanti anni non lavoro e mi godo il riposo.

C’è un’altra domenica che però rimane la mia preferita e che è il motivo della nostalgia a cui accennavo prima: la domenica in famiglia. I miei ricordi in particolare sono due.

Il primo riguarda quelle domeniche speciali in cui si andava a pranzo dalla nonna più lontana e ci ritrovavamo tutti insieme. Eravamo così in tanti all’epoca che per noi bambini si preparava in salotto. Fuori il vento era gelido ma dentro c’erano sempre spazio e calore in abbondanza. Ricordo che gli zii parlavano sempre a voce alta e quando si cadeva nell’argomento politica si infervorava anche il nonno. La nonna e la zia, aiutate poi anche dalle chiacchere di mamma quando arrivavamo anche noi, preparavano sempre le cose più buone e soprattutto tante! Antipasto, due primi (uno che mi piaceva e l’altro no), il pollo arrosto, le erbette, le patate al forno, il pane fatto in casa, la polentina calda etc. ovviamente seguivano tanti mandarini e uva che io non mangiavo mai, i pasticcini che portavamo noi dalla fantastica pasticceria e per finire l’attesissima zuppa inglese della nonna. Si chiama proprio così: la zuppa inglese della nonna, ma la MIA nonna, perché non ho mai visto poi una zuppa inglese fatta così e non ho ancora capito esattamente le differenze! Di una cosa son sicura: il liquore non lo metteva altrimenti mio padre non l’avrebbe mai mangiata. Quindi dopo due ore seduti a mangiare si arrivava entusiasti al dolce perché, come diceva sempre il nonno: “Per il dolce un posticino c’è sempre!”.

C’erano sempre tante risate e quando arrivava l’ora di andare via scendeva la tristezza, come scendeva il sole Il paesaggio era malinconico come i miei pensieri: le ombre della sera che si allungavano, gli alberi spogli, il verde dell’estate aveva lasciato il posto ai marroni e ai grigi. Il freddo penetrava nelle ossa e i primi cinque minuti in macchina li passavo a tremare, poi piano piano mi addormentavo.

Il secondo ricordo della domenica in famiglia è quello delle domeniche “normali” in casa con i genitori. Qui i miei pensieri son legati più agli ultimi anni, in quei periodi in cui non c’era bisogno di me al ristorante dove lavoravo. In genere mi svegliavo sempre tardi perché la sera prima ero a giocare la partita di pallavolo e a festeggiare poi qualche vittoria. Quindi mi svegliavo e, ancora in pigiama, andavo in cucina a parlare con mamma. Lei maneggiava pentole e pentoloni, io mi sedevo in divano con una pastina in bocca e un succo in mano ma si chiacchierava della sera prima, della giornata, di mille cose.


Quando tutto era pronto e con il profumo di quelle prelibatezze si era svegliato anche mio fratello, era l’ora di sedersi a tavola e si guardava rigorosamente la classifica dei segni zodiacali per la settimana che veniva. Era un bel momento di condivisione, si scherzava, ci guardavamo tutti in faccia dopo una settimana di corse di lavoro, studio, sport, impegni vari. Era il momento in cui ci fermavamo e noi che abitavamo sotto lo stesso tetto ci ricordavamo di avere qualcosa in comune. Sembra brutto ma non lo è, anzi. In molte famiglie queste cose vengono date per scontate e molte famiglie questo momento non ce l’hanno nemmeno. Il post pranzo era ancora più bello perché ci si concedeva il calore della stufa in salotto nel divano, tra il dolcino e il caffè. Poi questo momento piano piano svaniva… chi doveva uscire, chi doveva studiare e quindi non poteva stare in una stanza con la tv accesa e papà che puntualmente nel suo momento di relax si addormentava.

venerdì 27 novembre 2015

Mia mamma è una fashion blogger

Ecco le prove:

1)  Negli ultimi anni è dimagrita molto e può permettersi di mettere i vestitini della figlia 26-enne, con risultati migliori

2)  Ha sempre il telefono in mano

3)  La convinco a provare il McDonald’s, ma ordina un’insalata

4)  E’ bellissima

5)  Guarda sempre il telefono

6)  Per anni mi ha rimproverata per come mi vestivo: è competente in moda

7)  Sta di nuovo guardando il telefono

I love you mum!