Ho bisogno oggi di condividere questo pensiero con tutti.
Non giratevi dal dolore degli altri. Nemmeno se pensate che non vi riguardi o che non potete farci nulla, perché non è vero. Il dolore di una persona riguarda tutti.
Il male prima o poi torna e si propaga come un'onda su tutto ciò che vi sta attorno. Colpisce tutto e tutti, non crediate d'esserne immuni: nessuno lo è. Potrebbe esser presa di mira una persona che conoscete e la cosa arriverà inevitabilmente anche a voi.
Dovremmo sempre fare qualcosa per aiutare chi è in difficoltà, giudicare e fregarsene non porta da nessuna parte. Se la persona ha bisogno di aiuto serio, fate in modo che gli venga dato.
Non giriamo la testa, non cancelliamo se non è cancellato, portiamo rispetto. Sempre.
Miglioriamoci, diamoci la possibilità di crescere.
"Chi semina amore, raccoglie felicità."
W. Shakespeare
Oltre a questo, volevo annunciare che è ufficialmente nata la mia collaborazione con il sito Ti consiglio un posticino di Giacomo e Vanessa, due amici lucchesi.
Sono molto felice, è un nuovo e bellissimo passo del mio percorso!
Il mio primo "posticino" è un pub storico di Pisa, The Scare Crow, che ultimamente, nelle mie poche uscite, ho frequentato.
The Scarecrow. Lo Spaventapasseri di Pisa che serve birra al ritmo dei Beatles
Visualizzazione post con etichetta relations. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta relations. Mostra tutti i post
mercoledì 17 febbraio 2016
venerdì 1 gennaio 2016
L'inizio
La prima giornata del 2016 è stata identica a tutte le altre
del 2015: il sole è sorto e tramontato, l’inverno è rimasto freddo e sia io che
il mio Simo siamo stati a lavoro. Nonostante nell'aria non si percepisca nulla
di diverso, ognuno di noi sta facendo i suoi buoni propositi per l’anno nuovo, che
poi inizieranno puntualmente a mancare a partire da lunedì. Allora ho ben
pensato che forse se li scrivo ho modo di ricordare le mie promesse a me stessa
per tutti questi 365 giorni mancanti (quest’anno sarà bisestile!). Poi ho anche
pensato che se oltre a scriverli li pubblico, mi sento ancor più in dovere di
rispettarli.
1.
Ho un anno di tempo per decidermi finalmente a
smettere di fumare in modo definitivo.
2.
Passare l’esame di Costruzioni Idrauliche.
3.
La laurea (già presente nei miei propositi 2014
e 2015).
4.
Cambiare finalmente il letto e prendere un
comodo divano-letto.
5.
Rispettarmi di più e darmi il giusto valore.
6.
Volermi bene e non lasciarmi soffocare dal senso
del dovere.
7.
Viaggiare.
8.
Preparare i documenti per i gatti per farli
viaggiare con me quando sarà il momento di andare.
9.
Godermi l’estate (finalmente).
10.
Concedermi di fare quello che voglio nella vita.
11.
Darmi da fare ma togliermi l’ansia di dosso.
12. SE UNA COSA NON MI PIACE, LA DEVO CAMBIARE.
Questo proposito è applicabile a qualsiasi cosa: un vestito, un paio di
scarpe, un rapporto di amicizia, un rapporto d’amore. Per me in particolare
riguarda l’ambito lavorativo.
13.
Completare le cose che inizio: impegni,
progetti, idee, libri, esami.
14.
Il 13 porta male quindi devo scriverne un 14esimo: truccarmi più spesso.
15.
ESSERE PIÙ’ ORDINATA A CASA o, in alternativa,
proporre una puntata a casa mia di “Sepolti in casa” così almeno sfrutto questa
mia qualità!
16.
Svegliarmi sempre presto al mattino e non solo
quando ho un impegno.
17.
Mangiare più sano.
18.
Assumere meno zucchero (e perciò bere meno
caffè, perché senza due cucchiaini di zucchero non lo riesco a bere).
19.
Dire (e scrivere?) meno cavolate ma prender la
vita più alla leggera (vedi punto 6).
20.
Mostrare di più il mio affetto alle persone.
Penso possa bastare, che dite?
Tanti Auguri di Buon Anno!
domenica 29 novembre 2015
Domenica
E’ domenica pomeriggio, dopo pranzo. Sono a casa con i miei
tre micioni e la mia playlist preferita su youtube che suona. E’ fine novembre,
fa freddo e quel filo di luce che entra dalla finestra mi mette una forte
malinconia. I gattoni dormono e questo porterebbe a far dormire pure me. Questa ultimamente
è la mia domenica, finalmente dopo tanti anni non lavoro e mi godo il riposo.
C’è un’altra domenica che però rimane la mia preferita e che
è il motivo della nostalgia a cui accennavo prima: la domenica in famiglia. I
miei ricordi in particolare sono due.
Il primo riguarda quelle domeniche speciali in cui si andava
a pranzo dalla nonna più lontana e ci ritrovavamo tutti insieme. Eravamo così
in tanti all’epoca che per noi bambini si preparava in salotto. Fuori il vento
era gelido ma dentro c’erano sempre spazio e calore in abbondanza. Ricordo che
gli zii parlavano sempre a voce alta e quando si cadeva nell’argomento politica
si infervorava anche il nonno. La nonna e la zia, aiutate poi anche dalle
chiacchere di mamma quando arrivavamo anche noi, preparavano sempre le cose più
buone e soprattutto tante! Antipasto, due primi (uno che mi piaceva e l’altro
no), il pollo arrosto, le erbette, le patate al forno, il pane fatto in casa, la
polentina calda etc. ovviamente seguivano tanti mandarini e uva che io non
mangiavo mai, i pasticcini che portavamo noi dalla fantastica pasticceria e per
finire l’attesissima zuppa inglese della nonna. Si chiama proprio così: la
zuppa inglese della nonna, ma la MIA nonna, perché non ho mai visto poi una
zuppa inglese fatta così e non ho ancora capito esattamente le differenze! Di
una cosa son sicura: il liquore non lo metteva altrimenti mio padre non l’avrebbe
mai mangiata. Quindi dopo due ore seduti a mangiare si arrivava entusiasti al
dolce perché, come diceva sempre il nonno: “Per il dolce un posticino c’è
sempre!”.
C’erano sempre tante risate e quando arrivava l’ora di
andare via scendeva la tristezza, come scendeva il sole Il paesaggio era
malinconico come i miei pensieri: le ombre della sera che si allungavano, gli
alberi spogli, il verde dell’estate aveva lasciato il posto ai marroni e ai
grigi. Il freddo penetrava nelle ossa e i primi cinque minuti in macchina li
passavo a tremare, poi piano piano mi addormentavo.
Il secondo ricordo della domenica in famiglia è quello delle
domeniche “normali” in casa con i genitori. Qui i miei pensieri son legati più
agli ultimi anni, in quei periodi in cui non c’era bisogno di me al ristorante
dove lavoravo. In genere mi svegliavo sempre tardi perché la sera prima ero a
giocare la partita di pallavolo e a festeggiare poi qualche vittoria. Quindi mi
svegliavo e, ancora in pigiama, andavo in cucina a parlare con mamma. Lei maneggiava
pentole e pentoloni, io mi sedevo in divano con una pastina in bocca e un succo
in mano ma si chiacchierava della sera prima, della giornata, di mille cose.
Quando tutto era pronto e con il profumo di quelle prelibatezze
si era svegliato anche mio fratello, era l’ora di sedersi a tavola e si
guardava rigorosamente la classifica dei segni zodiacali per la settimana che
veniva. Era un bel momento di condivisione, si scherzava, ci guardavamo tutti in
faccia dopo una settimana di corse di lavoro, studio, sport, impegni vari. Era il
momento in cui ci fermavamo e noi che abitavamo sotto lo stesso tetto ci
ricordavamo di avere qualcosa in comune. Sembra brutto ma non lo è, anzi. In molte
famiglie queste cose vengono date per scontate e molte famiglie questo momento
non ce l’hanno nemmeno. Il post pranzo era ancora più bello perché ci si
concedeva il calore della stufa in salotto nel divano, tra il dolcino e il
caffè. Poi questo momento piano piano svaniva… chi doveva uscire, chi doveva
studiare e quindi non poteva stare in una stanza con la tv accesa e papà che
puntualmente nel suo momento di relax si addormentava.
venerdì 27 novembre 2015
Mia mamma è una fashion blogger
Ecco le prove:
1) Negli ultimi anni è dimagrita molto
e può permettersi di mettere i vestitini della figlia 26-enne, con risultati
migliori
2) Ha sempre il telefono in mano
3) La convinco a provare il McDonald’s,
ma ordina un’insalata
4) E’ bellissima
5) Guarda sempre il telefono
6) Per anni mi ha rimproverata per
come mi vestivo: è competente in moda
7) Sta di nuovo guardando il
telefono
I love you mum!
Iscriviti a:
Post (Atom)
