In questi giorni di confusione,
timore, eccitazione per i miei progetti e quant’altro è successa questa
tragedia, il pluriattentato a Parigi. Non c’è un motivo particolare per cui, in
questo evento mi sia sentita particolarmente coinvolta. Amo Parigi sebbene ci
sia stata una volta sola e in vacanza, quindi vivendola da turista e si sa, non
è come viverla davvero. Le cose che mi hanno colpito di più son state il clima
bruttissimo sebbene fosse maggio e l’aria che si respirava. Mi sembrava di
stare in una città perfetta, dove tutto funzionava, i neri viaggiano in metro
con i bianchi e non vengono guardati con sospetto o con sufficienza ma anzi, si
possono permettere orologi molto belli. I miei occhi hanno visto la parità, l’integrazione,
l’esempio perfetto della globalizzazione. O almeno, questo è quel che è
sembrato di vedere a me. Purtroppo negli ultimi anni le cose son cambiate in
generale, si sente molto di più il “problema” dell’immigrazione e la paura, la
diffidenza verso chi è diverso è tanta. Certo, di esempi che supportano questa
teoria di odio verso chi viene dall’est, dal medio oriente o dall’africa ce ne
sono tanti. Sono cresciuta in una società leghista quindi discorsi di questo
genere ne ho sentiti davvero tanti. L’italiano medio però guarda troppo nello
specifico e poco la visione globale delle cose. Non vede più quanti uomini
italiani ammazzano le mogli. Non vede più cosa fa la mafia, dove i criminali
sono italiani e la situazione è la stessa da (quasi) sempre. Ci dimentichiamo
che il male l’abbiamo già in casa e chissà quanti italiani all’estero sono dei criminali.
Si parla di chiudere le frontiere: ci rendiamo conto che questo è un fenomeno
che non si può arrestare? E’ la storia! La migrazione fa parte della storia
dell’uomo da quando l’uomo esiste. Ci ricordiamo cos’hanno fatto i romani? E le
guerre per conquistare le nuove terre le facevano sparando fuori o ammazzando
gente che si stava facendo la propria vita tranquilla? Eppure noi dell’antica
Roma parliamo con orgoglio. Abbiamo dimenticato cos’abbiamo fatto noi Europei
ai nativi americani? E sempre in quell’occasione, al popolo africano? Non abbiamo
giustificazioni. Il grande popolo americano ha origini europee. Noi per primi
siamo stati migranti. Quello che abbiamo studiato nei libri di storia è realtà,
sono fatti. Come possiamo pensare che ci sia un popolo di buoni e uno di
cattivi? E di essere sempre dalla parte dei buoni, oltretutto. Dobbiamo renderci
conto che l’unica soluzione sia accogliere il fenomeno della migrazione, per
quanto assurdo possa sembrare, detto soprattutto il giorno dopo un attentato di
questo livello. Accoglierla e trovare il modo migliore per farlo. Vi siete mai
fermati a pensare quale sia lo scopo di un attentato? Pensate che ci stiano
dicendo “Vi prego, accettateci, vogliamo integrarci con voi.”? No, lo scopo è
proprio quello di fomentare l’odio nei loro confronti. E se così faremo
(istigati oltretutto da grandi politici italiani) seguiremo il loro gioco. Faremo
esattamente quello che vogliono e avranno vinto.
Secondo me va quindi distinto il
discorso dell’immigrazione da quello degli attentati. Uno dei due va
condannato, ma l’altro no. Non facciamoci perciò abbindolare da chi usa la
tragedia di ieri sera per dar più ragione alle sue idee politiche che
richiamano l’odio e il razzismo. Non facciamoci prendere dalla paura per poi non
capire cosa realmente succede, quali siano i fatti.
